Il Menù della Vigilia

Quest’anno, per uscire in bici, ho iniziato a cucinare con 48 ore d’anticipo; e per iniziato, intendo che non mi sono fermata sino a sera, senza pause!

Ieri qui c’era una giornata splendida, sole, aria fresca, cielo limpidissimo. Abbiamo fatto una cinquantina di chilometri. Non sono stata molto soddisfatta, l’antibiotico mi fa sentire fiacca e le gambe proprio non vanno; in più troppa strada complica il mio rapporto con lo sterrato! Continua a leggere

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Mini amigurumi per Natale

Qualche ora e ci lasciamo il Natale 2017 alle spalle.

Quando le feste finiscono resta una sensazione contrastante: da una parte un briciolo di malinconia legata al concetto stesso di fine, a quel qualcosa che c’era e ora non c’è, una sorta di morte; dall’altra quasi gioia per il ritorno alla normalità, al rassicurante ritmo della quotidianità, senza eccessi, senza tempi sballati, senza pranzi da dieci portate e mal di testa cronici. Continua a leggere

Capitolo biscotti chiuso

Ed eccomi qui, soddisfatta dei pasticci culinari del lunedì, a chiudere in bellezza la giornata.

Sabato ho preparato un po’ di biscotti; ma né i baci né le scorzette di Bernalda mi hanno convinta del tutto. Oggi ci ho riprovato aggiungendo ovviamente un altro paio di qualità! Ho provato a preparare i tiliccas sardi. Non avevo la sepa (ok, lo ammetto, non sapevo neanche cosa fosse prima di documentarmi) né sapevo come sostituirla quindi mescolando le ricette trovate qua e là su internet, sono giunta ad un unico impasto con 3 tipi di ripieno; uno con i fichi secchi, uno con la marmellata e l’altro con la crema al cioccolato (non era preventivato ma non potevo gettare l’impasto in eccesso). Risultato? Buoni davvero, ma soprattutto bellissimi!!! Come sono contenta! Continua a leggere

Progettando la cena della Vigilia

Quest’anno tocca a noi: Vigilia a casa.

L’idea di preparare la cena della Vigilia mi piace molto, rende speciale quel momento ma soprattutto aguzza il mio ingegno e la mia voglia di sperimentare.

Sto già preparando un menù virtuale e ieri ho testato alcuni piatti; tutti promossi, a detta di Sabrina e Mauro, ma solo alcuni sono stati inseriti nel menù perché, in fondo, il giudice peggiore sono sempre io!

Ora è il turno di portacandele e segnaposto. I segnaposto sono ancora in alto mare, ma in fondo mancano 14 giorni, i portacandele, invece, sono nati! Dopo aver navigato un po’ qua e là e aver girato tutti i negozietti del paese, l’idea è arrivata! E dirò…sono piuttosto soddisfatta!

Certo andrebbero meglio bicchieri senza scritta ma dopo un paio di bicchieri di vino chi vuoi che se ne accorga?

Amigurumi

Prima di affrontare questo ennesimo intenso pomeriggio di fine autunno, avevo una gran voglia di pubblicare qualcosa relativa ai miei amigurumi.

Con gli schemi scopiazzati qua e là, integrati, modificati, inventati, ho dato vita ad un piccolo zoo natalizio da appendere all’albero. Sono soddisfatta in effetti, anche se misteriosamente ogni giorno i pupazzetti cambiano posto. Saranno posseduti? Sarà Cristina? Il bello è che spesso non riesco neanche a beccarla!

Un giorno insieme

Era questo il titolo del gruppo e questo resta il titolo anche di questa pagina. Che giornata!

Era nata da un’idea banale: trascorrere un po’ di tempo insieme, trovarsi a ridere e scherzare come tanti anni fa, quando aspettavamo il 26 dicembre per scambiaci gli auguri, per raccontarci in sintesi un anno di esperienze, per ricordarci che ancora una volta non avremmo visto le Propaggini (chissà se poi ci saremmo andati per davvero, se fossimo stati liberi). E’ iniziata così: mamma offre a sua insaputa la location e poi prepariamo tutto noi, i nipoti, quei bambini che una volta che avevano il tavolo (di legno e traballante) vicino alla finestra e che ora sono diventati grandi e possono dimostrarlo. Poi il numero è cresciuto, qualcuno ha offerto la propria casa e…è fatta!

Bellissimo ritrovarsi davanti ad una birra (si, T, forse una pinta sarebbe stata meglio!) per decidere i dettaglia, ma soprattutto bellissimo ritrovarsi! Perché abbiamo bisogno di una scusa per mollare tutto e incontrarci in un posto qualsiasi a discutere di tutto e di nulla?

Intercettare gli sguardi dei nostri genitori quando increduli entravano, mi ha colmato di gioia: ce l’abbiamo fatta, la sorpresa è riuscita! Tutti bravi, tutti promossi, persino quelli sotto i 10 anni hanno evitato di demolire casa… e io già mi vedevo Cristina che si arrampicava e tipo Tarzan si lanciava dai gradini! Meravigliosa la mia piccina; e meravigliose le tante microbabysitter che la coccolavano!

Una giornata riuscita, nonostante i tanti avanzi che, da buoni meridionali, ci siamo divisi! Nessuno può andar via senza bomboniera! Scene da Oscar, senza dubbio!!!

Grazie, Grazie, Grazie a Tutti!

Ps: lo so, oggi è 27 e non 26, ma per motivi logistici abbiamo deciso di rimandare!

PPS: Unico neo? Non ce l’ho fatta ad uscire in bici stamattina! Anche se con il braccio dolorante…

 

Prova tronchetto

Non che il rotolo mi abbia mai fatto impazzire (troppe uova…troppo forte l’odore-frittata) ma è una di quelle cose che non mi è mai riuscita. “Il segreto è arrotolarlo appena uscito dal forno” 180 gradi? Ma scherziamo? Non ho le mani d’amianto…

Comunque mi ci sono voluta ri-cimentare in vista del Natale per fare il famoso e godurioso tronchetto. Approfittando della presenza di mia suocera (lei lo fa spessissimo) e della sua ricetta, mi sono messa all’opera. In effetti si tratta di un dolce velocissimo da fare! Risultato? Ok, è venuto bene e non si è sbriciolato, ma, devo dire la verità, lo ha arrotolato lei….sig…

Ora vorrei provare un’altra ricetta e magari una crema diversa per il ripieno lasciando la ganache solo all’esterno (qui ho usato una crema mascarpone e Nutella).

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Ricetta (di mia suocera)

Ingredienti

  • 200 g farina
  • 150 g zucchero
  • 1 bustina lievito
  • 4 uova

Procedimento

Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina e il lievito. Foderare una teglia con la carta da forno, versare l’impasto e livellare. Infornare a 180 gradi finché non sarà cotto. Bagnare e strizzare un foglio di carta da forno e stenderlo, togliere la teglia dal forno e rovesciarla sul voglio di carta, staccare la carta utilizzata nel tegame e con quella bagnata arrotolare immediatamente il rotolo. lasciar raffreddare, ristendere e farcire a piacere.

Perché aspettare Natale?

Perché aspettare Natale per prendere qualche chilo?? A questa domanda non c’è chiaramente una risposta sufficientemente valida, quindi…. biscotti!

L’incredibile aiuto delle mie bimbe convalescenti ha fatto sì che ieri sera mi sentissi davvero a pezzi; ma lo ammetto: ci siamo divertite un sacco! Stamattina abbiamo passato il cioccolato sui biscotti e casa ancora riporta i segni della loro collaborazione (come fa la scrivania dello studio ad essere macchiata di cioccolato? E la porta d’ingresso? Mistero…).

Eccoli qui! Spero arrivino non dico a Natale, ma almeno alla prossima settimana!

 

Le novità? Biscotti di frolla montata con farina di riso (stessa ricetta ma cambio farina); biscotti al the matcha (frolla bianca più un cucchiaino di the) ed infine biscotti al caffè (stessa frolla, con aggiunta di un cucchiaio di caffè, un cucchiaino di polvere di caffè e un cucchiaio di cacao amaro. Qui la prossima volta aggiungerò più caffè liquido per un aroma più intenso).

Chiaramente per non risparmiarmi ho anche fatto biscotti al cocco e biscotti integrali, ma non hanno ottenuto la mia totale approvazione; non proprio bocciati ma…rimandati! (Lessico da deformazione professionale)

“Ho tutto”

Caro Babbo Natale,

ieri la mia piccola grande bambina ti ha scritto la lettera. “Non so cosa chiedere, mamma, ho tutto” …non ho parole….sei meravigliosa, tesoro mio! Perché non riesco ad imparare da te e a ringraziare per ciò che ho? Voglio sempre di più, non sono mai soddisfatta, sono sempre lì, a lamentarmi, a far diventare catastrofici i  miei piccoli problemi….

Ti adoro….

Errata Corrige: Caro Babbo Natale, non sono stata brava, non preoccuparti per il mio regalo, quest’anno, che i doni più grossi li ho già avuti.

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Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

questo mese è iniziato nel peggiore dei modi, tra delusioni lavorative, notizie dall’USP sempre peggiori, progetti sfasciati, lavori che non arrivano. Oggi si è messo anche l’INPS a mandarmi lettere d’amore! Ok,  tutto passa; ok, dopo la salita c’è la discesa; ok, non può piovere per sempre (citando Brandon Lee) ma …basta!

Caro Babbo Natale, cosa voglio per regalo? Mi basterebbe un po’ di sano ottimismo, che con quello, sono certa, sarò già a metà strada!

Ah, non poteva mancare l’aspetto salute! Sabrina da sabato notte ha la febbre: 38 fissi senza altri sintomi! Ne abbiamo approfittato per preparare insieme i biglietti per scriverti la lettera, Babbo Natale; ti piacciono? Quello a sinistra è di Cristina, ma sono certa che avevi riconosciuto già il suo tocco creativo!

Aspetto il tuo regalo con ansia

Antonella

E la stella è arrivata

Ottima notizia: finalmente i Re Magi possono arrivare anche a casa nostra dato che una stella – era ora –  brilla anche sul nostro albero!

Ho cercato un puntale un po’ in giro ma alla fine li ho trovati tutti uguali e pertanto banali. Che fare? Ho deciso di rimboccarmi le maniche e di farne una home made, chiaramente total white, per restare in tema.

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Tre stelle di cartone sovrapposte, una serie di luci, vernice bianca e quel tocco di porporina…voilà, il gioco è fatto!

Sono contenta del risultato, anche se la prima sera ho provato ad attaccare le varie stelle con nastro biadesivo gommato (per intenderci quello spesso 2 mm) e lì per lì reggeva perfettamente; poi la sera, al peso, la stella centrale si è staccata dalla più grande . Ops. “Papà, la stella di mamma non si sente tanto bene” ha detto Sabrina, la prima ad accorgersene. No, piccola mia, non è niente, è solo svenuta; ora torna sotto i ferri, tasselli e colla a caldo ed è più forte che mai!

Una luce nel presepe

Dopo l’Albero, ecco arrivare il Presepe!

In realtà le statuette sono state scartate già da due settimane ma non sapevo proprio dove comporlo. Ho pensato per terra, su un tappeto, ma mi  è sembrato quasi dissacratorio; ho ipotizzato di utilizzare la casa delle bambole come set all’avanguardia, ma l’idea che (soprattutto la piccola) scambiassero le statuine del presepe per bambole da spostare a piacimento mi ha fatto desistere. Ho finito per poggiarle sul pianoforte, così, tristissime, una accanto all’altra sul nero del piano con lo sfondo bianco del muro. Se avessero potuto protestare e lamentarsi, mi avrebbero già denunciata!

Così, ispirata dal solito sito della Maestra Valentina, ho pensato di dare sfondo, allegria e luce al mio penoso presepe. Riciclando le scatole di riso, pasta e non ricordo cos’altro, ho creato delle casette alle quali ho aggiunto delle lucine a led. Sono davvero soddisfatta! La cosa più divertente è stata decorare le casette con Sabrina, che voleva aggiungere stelle ovunque! La casa più alta è opera sua! L’adoro!

 

Il Natale in ritardo

Ogni anno, nel mese di novembre, vengo presa dalla smania di preparare qualcosa per il Natale: decorazioni, centritavola, regali. In genere faccio  una sorta di gara con me stessa e con tutti per essere la prima a preparare tutto; non so perché ma mi sembra così di anticipare questo periodo piacevole.

Quest’anno, tra impegni, lavoro, bimbe ecc ecc ecc, ero certa di essere in tempo (nel mio anticipo, ovvio) ma domenica 8 novembre, passeggiando per strada, ho alzato lo sguardo e….panico! Lucine rosse si rincorrevano sulla ringhiera e sembravano persino prendersi gioco di me! Ok, ho pensato, si tratta di certo di qualcuno che ha sbadatamente girato due pagine del calendario, e credendo di essere all’Immacolata, ha pensato bene di allestire gli addobbi natalizi. Ripresa dallo shock, domenica scorsa affacciandomi dal balcone di mia suocera, ho notato che nel palazzo di fronte un maestoso albero troneggiava dietro i vetri e, tornando a casa, ho preso nota dei balconi/finestre addobbati. Undici.

Il problema è serio perché ero convinta di avere una sorta di mania-da-curare legata al Natale, e ora mi accorgo che ad essere malati siamo in tanti!

Va bene, scherzi a parte, oggi anche io ho allestito l’Albero con l’immancabile aiuto di mia figlia (non mi sono mai innervosita tanto per prepararlo!!!) e casa è quasi pronta per..il prossimo mese!

Sul tavolo troneggia già il calendario dell’Avvento, ispirato a quello della Maestra Valentina: si tratta di candele create con rotoli di carta rivestiti. Sotto ogni coperchio c’è la fiammella, per poter accendere una candela per ogni giorno che passa, e dentro, ovviamente, cioccolate, sorpresine Kinder, colori, gomma, un micropuzzle….

Da domani inizia il conto alla rovescia per…iniziare il conto alla rovescia!!!! Spero di riuscire a tenere lontano le manine della piccola almeno fino al primo dicembre!

 

 

Un guardaroba in miniatura

Natale, Natale e ancora Natale! Mancano ancora 45 giorni al Natale, ma dopo che il primo pioniere del paese ha iniziato ad accendere le luci natalizie, mi sento già in ritardo!

Ok, quando è troppo è troppo, ma per chi come me vuol sempre fare mille cose, il tempo diventa un fattore determinante. Parlando di regali, quelli per le mie bimbe sono già nell’armadio da qualche mese, ma chiaramente una ragione che giustifichi la tempistica c’è: ho preso loro due bambole, e ho pensato di ampliare l’offerta preparando degli abitini. Anche in  questo caso mi son lasciata prendere la mano ma è inutile, è più forte di me!

Ecco qui i miei capolavori! Ok, non si tratta proprio di opere d’arte, ma la buona volontà  c’era tutta!

Fiocchi di carta

I preparativi per Natale continuano così come il desiderio di creare qualcosa di nuovo, magari partendo da materiali di riciclo. Navigando qua e là ho trovato l’idea: fiocchi di neve con i rotoli di carta igienica!

Nella sua semplicità l’idea non sembra niente di speciale, ma l’effetto finale è bello davvero! Striscioline di rotoli incollati qua e là che disegnano fiocchi dai ricami complicati…credo ci sia qualcosa  di magico in queste trasformazioni!

Ecco qui il prototipo!