Si ricomincia

Ogni anno, quando volto la pagina del calendario del mese di agosto, vengo presa da sentimenti sempre diversi. Settembre di certo non è un mese neutro; e quest’anno, poi, lo è ancora meno. Continua a leggere

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Sabato da leoni, domenica…

Ieri un bel sabato. Sarei dovuta andare a fare yoga (sarebbe stata la seconda volta…e non ho ancora deciso se fa o meno per me) ma poi mi si è prospettata la possibilità di andare in bici. Noi due? Ma si, dai, tanto poco importa….poi sono aumentate le adesioni e mi sono ritrovata al classico ritrovo, al bar, con tante facce nuove. “Wow, e se meditassi la fuga?Magari fingo un malore, me la squaglio così evito commenti occhiatine” Perché sì, ogni volta è così… Continua a leggere

Voglia di cioccolato

Quel traditore di mio marito se n’è andato in bici da solo (con quelli forti, ed io, naturalmente, non rientro nel minimo sindacabile), eppure avevamo detto di uscire insieme nel pomeriggio! Gli altri? Tutti spariti! Uova di Pasqua da acquistare, case da pulire, spese da fare! Uffa! Vabbè, me ne farò una ragione…oggi pomeriggio esco da sola…a piedi.

Ieri per affrontare una giornata di tristezza (ne parlerò…ma non oggi) ho deciso di darmi al cioccolato. L’idea era quella di creare dei nidi di cioccolato e cereali con dentro degli ovetti di cereali e cioccolato bianco. Il risultato? Non sono riuscita a dare la forma al nido – si sfaldava – e lo stampo utilizzato per le metà uova ha creato dolcetti dalla forma di…macaron! Alla fine ho creato una ciambella di cereali…l’effetto è diverso ma Mauro non vede l’ora di attaccarla (e sul sapore mi sento di garantire!); non fa molto Pasqua ma….mi sa che non è periodo!

Raduno in mtb

Oggi, a pochi km da casa, c’era un raduno in mtb. Il primo raduno organizzato dal gruppo di amatori. Mauro mi aveva proposto di andarci, ci aveva anche iscritti, ma l’idea di tanta gente sulle bici non mi entusiasmava.

Oggi 8 puntuali (o quasi) al bar, dove si va? Ma si, verso il raduno, tanto per guardare.

Visto il ritardo ci siamo mossi con rapidità, facendo il giro più breve (tutto in salita) siamo arrivati in fretta e…che meraviglia! Bellissimo vedere tutta quella gente in bici! Tante macchie di colore, tanti gruppi con la loro divisa, tanta gente sorridente che si salutava. Bell’atmosfera. Siamo partiti con il consueto ritardo e dopo il giro della città tipo parata è iniziato lo sterrato. Venuta meno l’euforia-da-raduno, ci siamo ritrovati a percorrere 1m al minuto e dopo i primi 10 minuti (10 metri) eravamo tutti impazienti di cambiar strada. Da soli, abbiamo fatto il nostro giro e… è stata una splendida giornata!

In fin dei conti mi è piaciuto patecipare come una meteora, mi è piaciuto respirare l’aria di festa, di spensieratezza. Ora? Pensiamo al prossimo we! L’idea è quella di prendere la macchina e andare in un posto distante una trentina di km, in un bosco. Chissà! Sono emozionata, non lo nego! E sarà un po’ una sorta di au revoir per quelli che, 😔, passeranno alla bici da strada!

Domenica di carri e di salite

Con oggi gennaio è ufficialmente terminato; con oggi Carnevale è arrivato al giro di boa; con oggi sono due anni che mio suocero ci ha lasciati.

Dopo una serata a prender freddo (e gli starnuti che continuo a fare me lo ricordano ad ogni istante), stamattina solita uscita in bici. Ogni domenica c’è gente nuova, ogni domenica non si sa chi ci sarà di nuovo e chi non si farà più vedere, ogni domenica si sa in quanti si parte ma non in quanti si torna. Sembra una frase da missione militare ma…è così! Abbiamo fatto un bel giro, 50 onesti km nel circondario, con salitine niente male, un po’ di sterrato (era qualche domenica che non lo facevamo e dopo un inizio non proprio al 100% mi sono lasciata prendere la mano: che figata!) e un paio di barrette. Siamo tornati e a qualcuno è venuta voglia di fare la parata sul Corso: in fondo eravamo già in tenuta carnevalesca, in pratica un gruppo in maschera! Non tutti hanno gradito l’idea e alla fine siam rimasti in 4: ma vuoi mettere la foto con il casco davanti al carro? 4 sfilate di carri allegorici, 4 giorni l’anno: in pratica una rarità!

Oggi scrivo con un gran mal di testa e senza la benché minima voglia di affrontare il lunedì, e pensare che è pure giornata libera! Cristina è caduta dalla sedia e non ho fatto in tempo ad afferrarla: ho perso 10 anni. Che giornata! Mi sa che è meglio andare a letto.

 

Tra neve e coriandoli

E’ da un po’ che non scrivo, non perché non mi vada, ma perché non ho niente di speciale da dire; eppure, come sempre, di cose ne sono successe.

Ha nevicato: e questo nel mio paese è già un evento. Ha nevicato per il secondo anno di seguito, dopo che forse era un lustro che non si vedeva un fiocco bianco; e questo rende l’evento una prima mondiale. Abbiamo riso, fatto un improbabile pupazzo di neve, abbiamo mangiato frittelle e ci siamo ghiacciati i piedi, siamo rientrati bagnati fradici e abbiamo dovuto cambiarci dalla testa ai piedi; abbiamo bevuto cioccolata calda e incrociato le dita affinché nevicasse ancora. Sono rimasta con il naso incollato sulla finestra, come faccio da una vita, a seguire i fiocchi di neve che cadono. Mi ha sempre impressionato l’idea di poter individuare un fiocco, di vederlo scendere quasi al rallentatore, poter seguire la sua traiettoria, la sua danza nell’aria, per vederlo poi confondersi sul manto bianco.

Qualcosa di nuovo, però, dovevo pur farla; cosa? Ho preso la bici e mi sono fatta un giro. 30 cm. Non tanti per chi alla neve ci è abituato, un sogno ad occhi aperti per noi. E’ stato strano, emozionante, curioso; è stato bello mettersi alla prova anche se devo dire la verità, mi sono sentita sola. Sono abituata ad uscire la domenica con un gruppo, sono abituata a sentire chiacchiere e battute, sono abituata a sentirmi un po’…protetta. Sono uscita da sola nel silenzio assordante della neve, la scia delle mie ruote, la bici che andava dove voleva, io che ridevo da sola sentendomi una bambina con il giocattolo nuovo, sentendomi un po’ una scema; e la stessa cosa avrà pensato quel vigilantes che simpaticamente si è accostato e mi ha chiesto: “Ma non avevi di meglio da fare?“. Carino…

Dopo la tragedia di due domeniche fa, ieri siamo usciti. Un po’ di storie per il percorso, lo sterrato che sembrava un miraggio da raggiungere in pellegrinaggio, il gruppo che si è diviso, il ritorno a casa per il canale, quello stesso canale che continua a non piacermi. Ma io non faccio testo. Certe volte mi sento davvero sconfortata. Mi sento un puffo tra giganti, un puntino blu da accondiscendere senza pretese e con un certo distacco; certe volte leggo un certo …disagio? imbarazzo? perfino quando si parla…Ma forse sono solo io, con le mie mille fantasie e la mia mania di psicanalizzare tutto.

Ok, sfogo da lunedì sera ossia sfogo da fine-giornata-libera.

Alla prossima!

Ps: e intanto è ufficialmente iniziato il Carnevale

Insoddisfatta

E’ lunedì mattina e l’elenco delle cose da fare è talmente lungo che non ho per niente voglia di iniziare a spulciarlo!

Ieri una bella domenica, di quelle col sole, l’aria serena, un po’ di vento, quasi 20 gradi…una tipica domenica primaverile, insomma; peccato che fosse il 10 gennaio!

Siamo usciti in bici: eravamo tanti e come sempre qualche pezzo si è perso per strada. Record, però: il distacco è iniziato ancora prima di partire!

Quasi tutta strada. Quasi 70 km.

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Per strada abbiamo incontrato una marea di ciclisti e abbiamo anche iniziato a gareggiare con un gruppo in bici da strada…gioco ridicolo che ci ha portati a sbagliare strada e ad allungare di una decina di km, che ci ha portati a sentire frasi del tipo “Ma dove c***o credete di andare?”, ma che lì per lì è stato divertente!

Soddisfatta di questo giro? Beh…veniamo alla nota dolente, anzi alle note dolenti. E’stata dura tornare indietro; per fortuna con le barrette un po’ di energia è arrivata, altrimenti…non erano le gambe, non era il fiato, semplicemente ero FINITA. Wow… Mi hanno aiutata, perché, ovvio, il venticello dopo 50 km e soprattutto se ce l’hai contro, tanto leggero non ti sembra. Mi hanno aiutata: è stato bello, fa molto gruppo, anche se mi sono sentita…inadeguata? Incapace? Sono sempre tragica….o bianca o nera, come dice Mauro.

Alla fine a casa siamo arrivati. Tutti in gruppi diversi e io nell’ultimo microgruppo….Soddisfatta? Sinceramente…no, non tanto. Punto.