Sole vento pioggia

La settimana scorsa è iniziata con il meteo che portava neve per oggi; col trascorrere dei giorni si è passati dalla neve all’acqua ma stamattina per fortuna c’era il sole.

Facciamo un giro veloce che per le 11 piove” ha detto qualcuno. Un saggio. Ma come sempre i consigli dei saggi non vengono ascoltati e ci siamo ritrovati a rientrare sotto l’acqua. Ora, ovviamente, splende il sole. La cosa peggiore, per quanto mi riguarda, è stato il vento che si è alzato rendendo faticosissima persino la pianura.

Oggi con noi c’era qualcuno che mancava da mesi per lavoro; ci ha sempre seguiti a distanza, ma vuoi mettere pedalare insieme??? E’ stato bello pedalare tutti insieme! (Beh, insieme finché non è scesa la prima goccia, poi come le formiche quando qualcuno getta acqua sul nido, ognuno è andato per la sua strada il più velocemente possibile!)

Alla fine abbiamo fatto i nostri 50 km con tanto sterrato (Grazie Gianni e Mauro!), 4 persone sono finite a terra rimediando solo ginocchia sbucciate – e pantaloni bucati – e abbiamo saltato persino il caffè finale!!! Per consolarmi tornata a casa ho mangiato una bella fetta di torta.

Ieri ho testato una glassa al cioccolato. Una di quelle che va per la maggiore on line, con cacao, acqua, zucchero e panna. Ottimo il sapore ma avrò fatto qualche errore (cotta troppo poco? Non ho raggiunto i 104 gradi? Troppo calda la base? Versata troppo calda sulla torta?) e il risultato è stato accettabile ma non perfetto: troppo sottile lo strato e poco coprente soprattutto sui bordi. Mi son fatta coraggio e nonostante il test non perfetto, per sabato prossimo (primi meravigliosi 70 anni del mio papà)  la glassa sarà questa… incrociamo le dita!!!

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MTB

Con un ritardo di sole 48 ore, ecco che finalmente riesco a scrivere qualcosa.

Domenica al solito giro in bici. Dopo un paio di uscite con poco sterrato, ci siamo decisamente rifatti, con 35 km di fango e pozzanghere, di pietre allegramente scivolose e melma che schizzava da tutte le parti al girare delle ruote. La differenza si è sentita ma mi son divertita! Sono anche piuttosto contenta: sono stata un po’ più in sella, sono riuscita a non fermarmi in tratti per me complicati e anche alla Grotta del Sapone son riuscita ad evitare la passeggiata accanto alla bici! Son soddisfazioni.

Certo il gruppo ci ha un po’ traditi e ci siamo ritrovati di fronte ad una scelta fatta da altri; ma in fondo l’importante è star bene, e questo vale per tutti.

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Postando foto e scrivendo allegramente, continuo a pormi una domanda; una domanda di quelle serie, senza risposta, che ti portano a riflettere senza condurti ad una soluzione…. ma perché tutti con il casco sembrano normali e io assomiglio ad un fungo???

Tra foto pioggia e vento

Bello essere in ferie e riuscire a prendere la bici anche in settimana!!!

Giro soft ma quasi tutto sterrato, vento forte, che quando tagliava la bici di lato rischiava davvero di mandarti sui muretti; arietta frizzante. Sul ritorno per non farci mancare nulla abbiamo anche preso un po’ di pioggia, ma non dove si corre o si va tranquilli, ma nel tratto peggiore, quello dove si scivola allegramente sui sassi già quando sono asciutti, quello che non ho ancora visto fare a nessuno tutto in sella. Che bello!! Se a ciò ci aggiungiamo che il tratto successivo è anche molto frequentato da ruminanti che digeriscono allegramente tra gli alberi, tra acqua, fango e escrementi… una meraviglia!🙃

Oggi abbiamo fatto diversi tratti nuovi, è stato davvero bello, e ci siamo abbondantemente improvvisati fotografi e modelli tra ruderi e trulli; ridendo e scherzando!

Alla prossima!!!

Il Menù della Vigilia

Quest’anno, per uscire in bici, ho iniziato a cucinare con 48 ore d’anticipo; e per iniziato, intendo che non mi sono fermata sino a sera, senza pause!

Ieri qui c’era una giornata splendida, sole, aria fresca, cielo limpidissimo. Abbiamo fatto una cinquantina di chilometri. Non sono stata molto soddisfatta, l’antibiotico mi fa sentire fiacca e le gambe proprio non vanno; in più troppa strada complica il mio rapporto con lo sterrato!

Tornata a casa, doccia, ultima spesa al volo, pranzo rapido e nuovamente ai fornelli per terminare giusto in tempo per la cena. Avevamo preparato un piccolo concertino con Sabrina al pianoforte – che brava, l’amore mio! – qualche canto, la nascita di Gesù Bambino e poi tutti a tavola! Ecco qui il mio menù!

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Soddisfatta di  tutti i risultati (o quasi) anche se, dato l’esiguo numero di ospiti, il frigorifero pullula di avanzi e rimasugli! (Anche se Mauro si è appena immolato finendo tre piatti di avanzi!)

Mini amigurumi per Natale

Qualche ora e ci lasciamo il Natale 2017 alle spalle.

Quando le feste finiscono resta una sensazione contrastante: da una parte un briciolo di malinconia legata al concetto stesso di fine, a quel qualcosa che c’era e ora non c’è, una sorta di morte; dall’altra quasi gioia per il ritorno alla normalità, al rassicurante ritmo della quotidianità, senza eccessi, senza tempi sballati, senza pranzi da dieci portate e mal di testa cronici.

Più che il giorno di festa in sé e per sé, ciò che veramente adoro sono i preparativi: scegliere i regali, le parole; pensare a cosa può rendere felice gli altri, a cosa può servire o può far piacere; pensare al menù, incastrare gusti in maniera originale, mescolare sapori, odori, colori; pensare alla tavola, ai centrotavola.

Quest’anno non potevo che restare sul tema amigurumi! In realtà avevo pensato a dei segnaposto, poi avevo deciso di lasciar perdere, ma a due giorni dalla Vigilia il senso di colpa mi ha fatto riprendere in mano idee e materiali, e in un tour de force che ancora mi sembra impossibile, ho preparato tutto. Alla fine mi son piaciuti un sacco, piccoli, teneri e…in tema!!! Uno a testa, più uno per l’amichetto speciale di Sabrina!

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Neve

Beh, non è certo il caso di parlarne in maniera grandiosa, ma ieri, inaspettatamente, ha nevicato.

Stamattina dovevo essere a scuola alle 7.50 – crudeltà pura in effetti – e prevedendo di trovare la strada gelata, ho messo la sveglia alle 6.15. Inutile sottolineare lo shock del guardare dalla finestra e vedere il buio assoluto! Sono partita 15 minuti prima per fare i miei soliti 25 km, e sono arrivata con 15 minuti di ritardo. 25 km percorsi in seconda a 40 km/h con un’ansia incredibile. Il momento peggiore? Trovarsi dietro un IMG_4616  che sbandava e non ce la faceva, trovarsi fermi con le ruote che slittavano, la macchina che ballava destra-sinistra senza in realtà muoversi in avanti.

Vedere la scuola è stato un po’ come vedere Eldorado…

Domenica di incontri

Stamattina proprio non riuscivo a svegliarmi… Il letto caldo, l’idea di non dover andare a lavoro, il profumo della domenica… Ma domenica vuol dire bici, quindi….

Aprire la porta di casa e sentire il freddo che ti assale… ogni volta mi chiedo Ma chi te lo fa fare? Ormai è diventata quasi una formula magica, in effetti, anche perché una domenica senza bici non riuscirei quasi ad immaginarla!!!

Lo ammetto, da quanto sono iniziati inverno e scuola, l’unico giorno certo per salire in sella resta la domenica. Niente più uscite all’alba o al tramonto, e passare di domenica in domenica si sente eccome! Piuttosto che procedere in avanti, vado come un gambero. Oggi 50 km, e gli ultimi in effetti sulle gambe li ho sentiti; sento lo sforzo nelle salite, sento l’assenza di continuità.

Questa è stata una domenica di incontri. Prima un gregge di pecore che non ci permetteva di passare, anche se tra risate e altro, i più spaventati erano i due cani che accompagnavano le pecore; poi il gruppo in mimetica che giocava a far la guerra (ok, non è un’attività che condivido ma bisogna rispettare tutti) ed infine un altro maxi gruppo di ciclisti. Gente che non si vedeva da una vita e che, tipo Carramba, si è ritrovata così nel nulla delle campagne! Che domenica!

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Capitolo biscotti chiuso

Ed eccomi qui, soddisfatta dei pasticci culinari del lunedì, a chiudere in bellezza la giornata.

Sabato ho preparato un po’ di biscotti; ma né i baci né le scorzette di Bernalda mi hanno convinta del tutto. Oggi ci ho riprovato aggiungendo ovviamente un altro paio di qualità! Ho provato a preparare i tiliccas sardi. Non avevo la sepa (ok, lo ammetto, non sapevo neanche cosa fosse prima di documentarmi) né sapevo come sostituirla quindi mescolando le ricette trovate qua e là su internet, sono giunta ad un unico impasto con 3 tipi di ripieno; uno con i fichi secchi, uno con la marmellata e l’altro con la crema al cioccolato (non era preventivato ma non potevo gettare l’impasto in eccesso). Risultato? Buoni davvero, ma soprattutto bellissimi!!! Come sono contenta!

Per la base

  • 400 g farina
  • 100 g semola rimacinata
  • 80 g zucchero
  • 100 g burro
  • acqua

Lavorare l’impasto finché non risulterà elastico (i miei impasti risultano presto elastici data la mia poca pazienza!) e lasciarlo riposare un’oretta.

Per il ripieno ai fichi

  • 100 g fichi secchi
  • 80 g noci
  • miele
  • scorza di limone grattuggiata

Tritare tutti gli ingredienti. Se i fichi dovessero essere troppo duri, scaldarli in un pentolino con un paio di cucchiai di latte.

Per il ripieno alla marmellata

  • 200 g marmellata (io ho usato quella di mele cotogne)
  • 50 g miele
  • 100 g mandorle e noci tritate
  • 2 cucchiai di cacao
  • 100 ml di caffé

Mescolare tutti gli ingredienti.

Stendere l’impasto con la macchinetta e creare delle striscione lunghe 20 cm e larghe 3-4 cm. Disporre al centro la farcia, sollevare i bordi e arrotolare il salatino ottenuto sino a dare la forma desiderata. Cuocere a 170 gradi per 15 minuti senza lasciar colorare troppo l’impasto.

Che profumo!!!

Ed ecco il vassoio preparato per la mia mamma! Ti adoro mamma!!!

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Domenica su due ruote

Ormai domenica per me vuol dire uscire in bici.

Stamattina non è suonata la sveglia, corsa contro il tempo per vestire le bimbe e poi in strada, con il sedere ancora dolorante dalle ultime due uscite! Oggi pantaloncino nuovo…in effetti la differenza l’ho sentita!

Bellissima giornata, cielo limpido, neanche una nuvola e un meraviglioso sole che si prende gioco di te illudendoti che faccia caldo, invece…. due gradi! Gelo ovunque, ruote che scricchiolavano sull’asfalto e dita delle mani quasi congelate.

Asfalto e strade bianche, con qualche pozzanghera da guadare. Ne abbiamo trovata una bella grossa e, sfortunatamente, bella profonda. In questi casi speri sempre di riuscire ad arrivare incolume e asciutto dall’altro lato…oggi uno di noi non ce l’ha fatta. La pozzanghera era profonda, non si vedeva nulla, un fosso probabilmente, la ruota che sbanda e… splash il piede a terra con l’acqua sin sopra la caviglia. Anzi, i piedi. Non l’ho invidiato, con il freddo di oggi.

Giro tranquillo, fin troppo forse, con i soliti due o tre dietro front per strada errata. Facciamo una foto prima di perdere qualcuno, anzi, di certo oggi non ci perdiamo, ho pensato, e… su dieci siamo arrivati in tre! Poi a gironzolare intorno alla rotonda aspettando gli altri, a sembrare un po’ pazzi un po’ animali in gabbia!

 

Tra pozzanghere, risate e salite

Dato il giorno di festa, qualche ora alla bici andava dedicata! Appuntamento al solito orario, bardata che sembrava dovessi andare al Polo – e tutto sommato viva l’abbigliamento termico! – e con le bollicine di ieri sera ancora da smaltire. Non mi sentivo al 100% ma in fondo è andata meglio del previsto, anche se il fondello va urgentemente e necessariamente cambiato- e non solo il mio!

Per fortuna questa settimana non ha piovuto ma le strade di campagna ancora sono gremite di pozzanghere e di deliziosa e scivolosissima fanghiglia! Anzi, passando per le masserie, quell’inconfondibile odore di natura, mi ricorda ogni volta che non si tratta di solo fango… che si fa? Nulla. Bocca ben chiusa e si cerca di non farsi schizzare!

E dopo il giro, come si conviene, capatina al bar. Prima però, foto di gruppo. Scusi, signora, ci scatta una foto? Camminava…. “Perdo il ritmo...” silenzio….”ok, ma non sono brava… ecco, ne ho fatte alcune” …e arriva la battuta “Può tenersi il telefono per il disturbo” … occhiata di sufficienza “No grazie, ho già il mio“. E ci avesse almeno fatti      entrare tutti, in foto!

Dopo questa ventata di simpatia, caffè e casa! Ci si rivede domenica!

 

Riprendendo un po’

Da quanto tempo non scrivo sul blog…. Come mai? Beh, come sempre per mille motivi e per nessuno. Il tempo vola e mi sembra di rincorrere i giorni, mi guardo indietro e ho l’impressione di aver saltato inter capitoli o almeno paragrafi e di ritrovarmi sempre a dover colmare le lacune.

Cosa ho fatto di nuovo? Beh, mi sono data agli amigurumi, giusto per dire che non so stare senza far nulla! La mia collezione è quasi completa e il mio albero di Natale anche; conto di finire il tirannosauro – tipico decoro natalizio – ma chissà se ce la farò (e questa volta più per la volontà che per il tempo)!

Sono anche alle prese con i centrotavola… come farli? Da chi prendere spunto? Qualche idea mi sta balenando in testa, speriamo si concretizzi in fretta.

Sono alle prese con il mio secondo anno nella stessa scuola, felicemente da precaria, ovvio. Caso unico e raro ma felicissimo! Ho riavuto perfino le mie classi nelle quali mi trovo splendidamente…. tanto che mi vien sempre voglia di sperimentare, fare, strafare (forse) e ora li sto mettendo alla prova nel tentativo di sperimentare un dibattito american style! Chissà!

Una ventata di Carnevale

Sono giorni, anzi mesi che non scrivo.

Quest’anno è iniziato ricco di novità, di esperienze e di impegno e tra mille cose da fare ho messo da parte anche questo blog.

In realtà ci ho pensato mille volte, tante volte ho pensato di scrivere qualcosa perché in fondo scrivere fa bene, aiuta a riflettere, a rilassarsi, a comunicare con se stessi e con gli altri, a sentirsi vivi; ma… Continua a leggere