Una ventata di Carnevale

Sono giorni, anzi mesi che non scrivo.

Quest’anno è iniziato ricco di novità, di esperienze e di impegno e tra mille cose da fare ho messo da parte anche questo blog.

In realtà ci ho pensato mille volte, tante volte ho pensato di scrivere qualcosa perché in fondo scrivere fa bene, aiuta a riflettere, a rilassarsi, a comunicare con se stessi e con gli altri, a sentirsi vivi; ma… Continua a leggere

Annunci

Ieri? Bretzel

Ieri, con quest’aria da pieno autunno, pioggia e fulmini da film horror e malinconia da post vacanze, ho pensato di sfruttare ancora un po’ il forno a legna di campagna e mi son messa ad impastare. 

Oltre al pane, che non è cresciuto proprio come volevo, ho provato a preparare i bretzel
Cercando un po’ nel web ho visto molte ricette, alcune semplici altre davvero complicate; ne ho scelta una e mi son messa a impastare. La cosa che mi ha sorpresa di più è stata che i bretzel prima di essere cotti in forno vanno lessati in acqua e bicarbonato. Mi è sembrato così strano…ma questa era l’unica costante, quindi mi sono arresa. 

Il risultato? Fantastico! Sabrina continua a chiedermene anche oggi!

Bretzel 

Ingredienti

Lievitino  

  • 100 g farina
  • 60 ml acqua
  • 12 g zucchero
  • 4 g lievito secco

Impasto

  • 400 g farina
  • 210 ml acqua
  • 12 g sale
  • 50 g burro
  • Bicarbonato

Procedimento

Preparare il lievitino e lasciar lievitare finché non raddoppia di volume. Preparare l’impasto e lasciar lievitare (unendo il redto degli ingredienti maNON il bicarbonato). Dar forma ai bretzel. Portare ad ebollizione 3 l di acqua e quando bolle abbassare la fiamma e versare il bicarbonato. Versare i bretzel due per volta, contare fino a 10 e tirarli fuori, metterli a scolare e porli in una teglia; cospargerli di sale grosso e infornare a 200 gradi per 20 minuti finché non risultano di un bel colore bruno. 

 

Piccoli artisti crescono

La mia piccina è sempre stata una creativa. Continua a chiedere – e consumare – valanghe di fogli, vecchie agende, quaderni; e scrive, scrive, scrive, disegna, colora, ritaglia. Se non fosse per la sorellina che spesso la tormenta, trascorrerebbe ore con un colore in mano – se ci aggiungiamo colla e forbicine il quadro è perfetto. Continua a leggere

Sentirsi in un cartone

Dopo aver visto un video su Fb, ho deciso di provarci.

Supermercato, tre fruttivendoli ma nulla, le melanzane che volevo non c’erano. Ho deciso di provarci comunque e dopo aver tagliuzzato e affettato, è nata la mia ratatuille!

Che buon profumo! Mi sono sentita nei panni del Piccolo Chef ansiosa di ascoltare i giudizi della critica! Cristina, implacabile come al solito, degna del migliore Anton Ego, non ha assaggiato nulla. Mauro ha affermato che era buona, ha anche tentato di riproporre la scena del film, ma poi si è buttato su pane, caciotta e speck. Per fortuna che c’era Sabrina!m che ha fatto il bis e mi ha detto “Buona proprio come nel cartone!” 

😍😍😍😍 

 

CTRL-ALT-CANC

Una settimana da dimenticare.

Sintesi perfetta, non c’è molto da dire né troppo da aggiungere. Se potessi resettare tutto e ripartire sarebbe fantastico, ma purtroppo non ne ho il potere.

Martedì era  il mio compleanno. Con un po’ di dispiacere mi sono resa conto che senza FB nessuno si prende la briga di ricordare certe date (e lo dico io che sono una smemorata cronica); il fatto è che manca l’impegno, come con i numeri di telefono. Senza cellulare si allenava la memoria, ci si sforzava di ricordare a mente almeno i numeri più importanti; ora a malapena conosciamo il nostro (chiamare i pompieri? i carabinieri? e qual’è il numero? il codice del bancomat? un attimo che prendo il cellulare…) Pochi si sono ricordati del mio compleanno, ma poco male. Una cosa è certa, data l’evoluzione della giornata, posso dire a voce alta e con fermezza che ad oggi è stato il peggiore compleanno della mia vita. Il peggiore.

Due righe solo per sfogarmi, per ricordarmi che pur non essendo malata, è da martedì che non esco di casa, che non incontro nessuno all’infuori di mio marito (e quando c’è, dorme, quindi la sua compagnia è di poco superiore a quella delle bambole parlanti delle mie bimbe). Gioia infinita…speriamo almeno di riuscire ad uscire in bici, domani! Avevo comprato una maglia termica, un mese fa, e ancora non l’ho messa. Mi sa che porta sfiga! Se domani per un motivo X salta l’uscita, giuro che la butto!!

Lati positivi di questa settimana….beh, sono stata con le mie bimbe, e ultimamente ho trascorso poco tempo con loro; e ho ripreso in mano le perline. Ecco le mie ultime due creazioni!

Ieri poi, visto che le bimbe anche oggi non sono andate all’asilo, abbiamo deciso di costruire un lavoretto per la festa del papà. Ci siamo messe a dipingere bastoncini di legno….all’inizio divertentissimo, poi, dato anche il mio equilibrio mentale precario, ho iniziato a sclerare!!!

Ecco il risultato….fondamentalmente soddisfatta!!!

Fervono i preparativi

Tra una settimana esatta sarà il compleanno di mia figlia. Sono passati quasi 5 anni, l’abbraccio, la stringo e mi sembra ancora impossibile che lei esista, che lei sia lì, tra le mie braccia, che lei sia parte di me. A volte provo a ricordare quant’era piccola, vorrei riprovare la sensazione incredibile di quell’esserino microscopico quasi privo di peso poggiato su di me, ma non ci riesco. Non riesco più a sentirla piccola. Non so, è come se lei fosse sempre stata così, come la vedo oggi…

Sarebbe meraviglioso poter memorizzare non solo i ricordi ma anche le sensazioni…..

Velo di malinconia a parte, è necessario iniziare a preparare la sua festa. Mi ero riproposta che le cose in grande ci sarebbero state solo per il primo compleanno, ma quest’anno… stiamo esagerando. Il menù è pronto (sulla carta, ovvio) e sono alle prese con il progetto della torta (tecnicamente in estremo ritardo rispetto agli anni scorsi). Volevo evitare la pdz, magari utilizzarla solo per qualche pupazzetto (si è fissata per il coniglio…boh) e provare a glassare con il cioccolato (mai fatto, ma ovviamente sperimentare quando ch’è da render conto a tanta gente è il mio forte). Chissà…

Torta zebrata e colorata

Quest’anno ho l’impressione che tutto mi sfugga di mano, che i giorni passino troppo in fretta. Ieri doveva ancora iniziare il Carnevale e oggi sembra stia già per terminare! Chiacchiere? Ciambelle? Dolcetti al fuso? NULLA. Non ho ancora fatto nulla e mi sento anche un po’ in colpa. Non fare le chiacchiere è un po’ come non avere l’uovo a Pasqua oppure il panettone a Natale: non importa che li mangi o no, che ti piacciano o no, ma devono esserci.

Dopo le mie belle quattro ore continuative di supplenze (immenso gaudio….), ho deciso di sfogare i miei istinti violenti in cucina cercando di dar vita ad una torta colorata. Come fare però a dare colore all’impasto? Ok, esistono i coloranti alimentari e in certi casi si possono anche utilizzare, però siamo sinceri: che senso ha un dolce home made se tra gli ingredienti si annoverano elementi che iniziano per “c-….”?

Si giunge così al nodo della questione: come dare naturalmente colore? Anzi, come rendere naturalmente più colori? Per il marrone, chiaro, ci pensa il cacao, ma poi? Ho pensato alle carote e alle barbabietole e ho aggiunto ad 1/4 dell’impasto i due tuberi lessati e frullati. Risultato? La carota dona un bel colore anche se poco si distingue dall’impasto bianco, la barbabietola, invece, non da particolare colore all’impasto cotto (benché crudo apparisse di un bel colore viola). Non ho esagerato con la quantità, ma dato il sapore piuttosto intenso, credo che aumentarne le dosi avrebbe alterato troppo il gusto.

L’effetto finale è stato bellissimo, ma non proprio colorato come avrei voluto!

E la stella è arrivata

Ottima notizia: finalmente i Re Magi possono arrivare anche a casa nostra dato che una stella – era ora –  brilla anche sul nostro albero!

Ho cercato un puntale un po’ in giro ma alla fine li ho trovati tutti uguali e pertanto banali. Che fare? Ho deciso di rimboccarmi le maniche e di farne una home made, chiaramente total white, per restare in tema.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Tre stelle di cartone sovrapposte, una serie di luci, vernice bianca e quel tocco di porporina…voilà, il gioco è fatto!

Sono contenta del risultato, anche se la prima sera ho provato ad attaccare le varie stelle con nastro biadesivo gommato (per intenderci quello spesso 2 mm) e lì per lì reggeva perfettamente; poi la sera, al peso, la stella centrale si è staccata dalla più grande . Ops. “Papà, la stella di mamma non si sente tanto bene” ha detto Sabrina, la prima ad accorgersene. No, piccola mia, non è niente, è solo svenuta; ora torna sotto i ferri, tasselli e colla a caldo ed è più forte che mai!

Il mio antidepressivo

Tortino al cioccolato. Tre parole che cambiano la giornata, ti fanno andare a letto con quel sapore in bocca di mmmm di buono. Al primo boccone senti già che la produzione di serotonina inizia a salire, senti i muscoli che si rilassano ed entri in uno stato tipo catartico.

Tortino al cioccolato. Di quello con il cuore morbido, che ti chiedi come facciano a riuscirci, ipotizzi segreti degni di una spystory di alto livello e poi scopri che semplicemente…è crudo.

Tortino al cioccolato. Il mio perfetto antidepressivo (un po’ meno della mia linea ma…non si può accontentare tutti!)

Ricetta

Ingredienti

  • 175 g cioccolato fondente
  • 125g burro
  • 100 g zucchero
  • 30 g farina
  • 3 uova

Procedimento

Sciogliere a bagnomaria o nel microonde cioccolato e burro, incorporare zucchero e farina e, assicurandosi che non sia troppo caldo, aggiungere le uova. Versare il composto negli appositi stampi e infornare a 180 gradi per 13 minuti.

I tortini si possono congelare e infornare direttamente tenendoli in forno due-tre minuti in più.

Una luce nel presepe

Dopo l’Albero, ecco arrivare il Presepe!

In realtà le statuette sono state scartate già da due settimane ma non sapevo proprio dove comporlo. Ho pensato per terra, su un tappeto, ma mi  è sembrato quasi dissacratorio; ho ipotizzato di utilizzare la casa delle bambole come set all’avanguardia, ma l’idea che (soprattutto la piccola) scambiassero le statuine del presepe per bambole da spostare a piacimento mi ha fatto desistere. Ho finito per poggiarle sul pianoforte, così, tristissime, una accanto all’altra sul nero del piano con lo sfondo bianco del muro. Se avessero potuto protestare e lamentarsi, mi avrebbero già denunciata!

Così, ispirata dal solito sito della Maestra Valentina, ho pensato di dare sfondo, allegria e luce al mio penoso presepe. Riciclando le scatole di riso, pasta e non ricordo cos’altro, ho creato delle casette alle quali ho aggiunto delle lucine a led. Sono davvero soddisfatta! La cosa più divertente è stata decorare le casette con Sabrina, che voleva aggiungere stelle ovunque! La casa più alta è opera sua! L’adoro!

 

Sono fuori

Per festeggiare la dolce notizia arrivata ieri, ieri sera mi sono dedicata a tutto il possibile pur di non sprofondare nella disperazione: biscotti, perline, palestra. Alla fine ero così stremata che, in effetti, non riuscivo ad essere triste!

Sono riuscita ad assemblare l’ultima collana che avevo in standby ed ho concluso un bracciale, ora dovrò iniziare un nuovo lavoro.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Per quanto riguarda la cucina, ho testato ben 5 tipi diversi di biscotti: al cioccolato, alle noci, alla farina di riso, allo zenzero e al caffè. I risultati non mi hanno entusiasmato anche se a dire il vero un paio ancora non li ho assaggiati. Se mi convinceranno, arriverà l’articolo!

Per non essere triste

In questi giorni le famose convocazioni per la fase C del fantastico piano nazionale di immissioni in ruolo…in questi giorni si compiono i miei ultimi giorni nelle mie classe e solo l’idea di comunicare ai ragazzi che andrò via, mi fa star male.

Alla faccia di concetti quali continuità, programmazione, pianificazione, serietà, a quadrimestre già inoltrato, si troveranno a cambiare facce, metodi, strategie. Poco male, ovvio, l’importante è aver evitato la multa dall’UE.

Mettiamo da parte lo sfogo esistenziale di una sfigata che verrà buttata come un fazzoletto usato per essere forse rimpiazzata da chi, a oltre 45 anni, non ha fatto mai un giorno di insegnamento, pensiamo a qualcosa di positivo.

Il bisogno di concludere, di creare mi ha portato finalmente ad ultimare un nuovo bracciale, iniziato qualche settimana fa ed accantonato in vista di una chiusura che mi convincesse. Alla fine mi sono buttata e ho utilizzato ciò che avevo raggiungendo un risultato che, a dire il vero, mi ha pienamente soddisfatta!

Tra i vari piccoli lavori con perline, questo è quello più complesso fatto sino ad ora, ma in fondo si sa, se non ci poniamo nuove sfide non ci divertiamo!

 

Il Natale in ritardo

Ogni anno, nel mese di novembre, vengo presa dalla smania di preparare qualcosa per il Natale: decorazioni, centritavola, regali. In genere faccio  una sorta di gara con me stessa e con tutti per essere la prima a preparare tutto; non so perché ma mi sembra così di anticipare questo periodo piacevole.

Quest’anno, tra impegni, lavoro, bimbe ecc ecc ecc, ero certa di essere in tempo (nel mio anticipo, ovvio) ma domenica 8 novembre, passeggiando per strada, ho alzato lo sguardo e….panico! Lucine rosse si rincorrevano sulla ringhiera e sembravano persino prendersi gioco di me! Ok, ho pensato, si tratta di certo di qualcuno che ha sbadatamente girato due pagine del calendario, e credendo di essere all’Immacolata, ha pensato bene di allestire gli addobbi natalizi. Ripresa dallo shock, domenica scorsa affacciandomi dal balcone di mia suocera, ho notato che nel palazzo di fronte un maestoso albero troneggiava dietro i vetri e, tornando a casa, ho preso nota dei balconi/finestre addobbati. Undici.

Il problema è serio perché ero convinta di avere una sorta di mania-da-curare legata al Natale, e ora mi accorgo che ad essere malati siamo in tanti!

Va bene, scherzi a parte, oggi anche io ho allestito l’Albero con l’immancabile aiuto di mia figlia (non mi sono mai innervosita tanto per prepararlo!!!) e casa è quasi pronta per..il prossimo mese!

Sul tavolo troneggia già il calendario dell’Avvento, ispirato a quello della Maestra Valentina: si tratta di candele create con rotoli di carta rivestiti. Sotto ogni coperchio c’è la fiammella, per poter accendere una candela per ogni giorno che passa, e dentro, ovviamente, cioccolate, sorpresine Kinder, colori, gomma, un micropuzzle….

Da domani inizia il conto alla rovescia per…iniziare il conto alla rovescia!!!! Spero di riuscire a tenere lontano le manine della piccola almeno fino al primo dicembre!

 

 

Un guardaroba in miniatura

Natale, Natale e ancora Natale! Mancano ancora 45 giorni al Natale, ma dopo che il primo pioniere del paese ha iniziato ad accendere le luci natalizie, mi sento già in ritardo!

Ok, quando è troppo è troppo, ma per chi come me vuol sempre fare mille cose, il tempo diventa un fattore determinante. Parlando di regali, quelli per le mie bimbe sono già nell’armadio da qualche mese, ma chiaramente una ragione che giustifichi la tempistica c’è: ho preso loro due bambole, e ho pensato di ampliare l’offerta preparando degli abitini. Anche in  questo caso mi son lasciata prendere la mano ma è inutile, è più forte di me!

Ecco qui i miei capolavori! Ok, non si tratta proprio di opere d’arte, ma la buona volontà  c’era tutta!

Fiocchi di carta

I preparativi per Natale continuano così come il desiderio di creare qualcosa di nuovo, magari partendo da materiali di riciclo. Navigando qua e là ho trovato l’idea: fiocchi di neve con i rotoli di carta igienica!

Nella sua semplicità l’idea non sembra niente di speciale, ma l’effetto finale è bello davvero! Striscioline di rotoli incollati qua e là che disegnano fiocchi dai ricami complicati…credo ci sia qualcosa  di magico in queste trasformazioni!

Ecco qui il prototipo!