Voglie

Oggi mi son svegliata con voglia di buono. Voglio qualcosa di buono, qualunque cosa; che sia da gustare, vedere, immaginare. La cosa importante è che sia buono, e che mi faccia stare bene.

Ultimamente non ho molta voglia di sperimentare, non mi sento molto a mio agio nei panni di casalinga e di esulta responsabile… una volta ho guardato il disordine abissale che regnava incontrastato in casa e ho citato Rossella…. In fondo, domani è una altro giorno. Continua a leggere

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Ancora auguri papà

Ed ecco arrivato il giorno della tua festa, papà. Festeggiare, non festeggiare, festeggiare, non festeggiare…. ci hai pensato tanto ma alla fine fortunatamente hai deciso di rendere omaggio alla vita. Alla tua vita. Settant’anni di te, della tua forza, della tua testardaggine, della tua instancabile voglia di fare, della tua incapacità di trovare compromessi e del tuo pensare sempre a noi; settant’anni passati a costruire, a produrre, a guardare in avanti. A volte non condivido i tuoi punti di vista o i tuoi modi – sarà un gap generazionale? – ma ti ammiro da sempre e da sempre sei il mio più grande punto di riferimento. Anche ora che son grande, che son sposata e ho due bambine, quando ho un problema, un dubbio, bisogno di aiuto o di sicurezza, penso a te. E tu ci sei sempre. Ti voglio bene papà. Continua a leggere

Giornate a non-pensare

Aspettando che la ganache si rapprenda un attimo per stuccare la torta di papà – che spero, orgogliosamente, di postare domani – scrivo un po’ delle mie giornate agitate.

Quando sono giù, quando ho problemi, quando sono nervosa (e in questo periodo non mi faccio mancare nulla) ho bisogno di fare. Ho bisogno di creare, di avere la mente sempre impegnata, di non-pensare. Ho ripreso quindi in mano ferri e lana e mi son data da fare e dal mio folle bisogno sono nate tre sciarpe, anzi tre scalda collo! Son soddisfatta, certo, ma ora? Dovrò ripescare qualcos’altro…

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Il Menù della Vigilia

Quest’anno, per uscire in bici, ho iniziato a cucinare con 48 ore d’anticipo; e per iniziato, intendo che non mi sono fermata sino a sera, senza pause!

Ieri qui c’era una giornata splendida, sole, aria fresca, cielo limpidissimo. Abbiamo fatto una cinquantina di chilometri. Non sono stata molto soddisfatta, l’antibiotico mi fa sentire fiacca e le gambe proprio non vanno; in più troppa strada complica il mio rapporto con lo sterrato! Continua a leggere

Mini amigurumi per Natale

Qualche ora e ci lasciamo il Natale 2017 alle spalle.

Quando le feste finiscono resta una sensazione contrastante: da una parte un briciolo di malinconia legata al concetto stesso di fine, a quel qualcosa che c’era e ora non c’è, una sorta di morte; dall’altra quasi gioia per il ritorno alla normalità, al rassicurante ritmo della quotidianità, senza eccessi, senza tempi sballati, senza pranzi da dieci portate e mal di testa cronici. Continua a leggere

Progettando la cena della Vigilia

Quest’anno tocca a noi: Vigilia a casa.

L’idea di preparare la cena della Vigilia mi piace molto, rende speciale quel momento ma soprattutto aguzza il mio ingegno e la mia voglia di sperimentare.

Sto già preparando un menù virtuale e ieri ho testato alcuni piatti; tutti promossi, a detta di Sabrina e Mauro, ma solo alcuni sono stati inseriti nel menù perché, in fondo, il giudice peggiore sono sempre io!

Ora è il turno di portacandele e segnaposto. I segnaposto sono ancora in alto mare, ma in fondo mancano 14 giorni, i portacandele, invece, sono nati! Dopo aver navigato un po’ qua e là e aver girato tutti i negozietti del paese, l’idea è arrivata! E dirò…sono piuttosto soddisfatta!

Certo andrebbero meglio bicchieri senza scritta ma dopo un paio di bicchieri di vino chi vuoi che se ne accorga?

Amigurumi

Prima di affrontare questo ennesimo intenso pomeriggio di fine autunno, avevo una gran voglia di pubblicare qualcosa relativa ai miei amigurumi.

Con gli schemi scopiazzati qua e là, integrati, modificati, inventati, ho dato vita ad un piccolo zoo natalizio da appendere all’albero. Sono soddisfatta in effetti, anche se misteriosamente ogni giorno i pupazzetti cambiano posto. Saranno posseduti? Sarà Cristina? Il bello è che spesso non riesco neanche a beccarla!

Una ventata di Carnevale

Sono giorni, anzi mesi che non scrivo.

Quest’anno è iniziato ricco di novità, di esperienze e di impegno e tra mille cose da fare ho messo da parte anche questo blog.

In realtà ci ho pensato mille volte, tante volte ho pensato di scrivere qualcosa perché in fondo scrivere fa bene, aiuta a riflettere, a rilassarsi, a comunicare con se stessi e con gli altri, a sentirsi vivi; ma… Continua a leggere

Ieri? Bretzel

Ieri, con quest’aria da pieno autunno, pioggia e fulmini da film horror e malinconia da post vacanze, ho pensato di sfruttare ancora un po’ il forno a legna di campagna e mi son messa ad impastare. 

Oltre al pane, che non è cresciuto proprio come volevo, ho provato a preparare i bretzel
Cercando un po’ nel web ho visto molte ricette, alcune semplici altre davvero complicate; ne ho scelta una e mi son messa a impastare. La cosa che mi ha sorpresa di più è stata che i bretzel prima di essere cotti in forno vanno lessati in acqua e bicarbonato. Mi è sembrato così strano…ma questa era l’unica costante, quindi mi sono arresa. 

Il risultato? Fantastico! Sabrina continua a chiedermene anche oggi!

Bretzel 

Ingredienti

Lievitino  

  • 100 g farina
  • 60 ml acqua
  • 12 g zucchero
  • 4 g lievito secco

Impasto

  • 400 g farina
  • 210 ml acqua
  • 12 g sale
  • 50 g burro
  • Bicarbonato

Procedimento

Preparare il lievitino e lasciar lievitare finché non raddoppia di volume. Preparare l’impasto e lasciar lievitare (unendo il redto degli ingredienti maNON il bicarbonato). Dar forma ai bretzel. Portare ad ebollizione 3 l di acqua e quando bolle abbassare la fiamma e versare il bicarbonato. Versare i bretzel due per volta, contare fino a 10 e tirarli fuori, metterli a scolare e porli in una teglia; cospargerli di sale grosso e infornare a 200 gradi per 20 minuti finché non risultano di un bel colore bruno. 

 

Piccoli artisti crescono

La mia piccina è sempre stata una creativa. Continua a chiedere – e consumare – valanghe di fogli, vecchie agende, quaderni; e scrive, scrive, scrive, disegna, colora, ritaglia. Se non fosse per la sorellina che spesso la tormenta, trascorrerebbe ore con un colore in mano – se ci aggiungiamo colla e forbicine il quadro è perfetto. Continua a leggere

Sentirsi in un cartone

Dopo aver visto un video su Fb, ho deciso di provarci.

Supermercato, tre fruttivendoli ma nulla, le melanzane che volevo non c’erano. Ho deciso di provarci comunque e dopo aver tagliuzzato e affettato, è nata la mia ratatuille!

Che buon profumo! Mi sono sentita nei panni del Piccolo Chef ansiosa di ascoltare i giudizi della critica! Cristina, implacabile come al solito, degna del migliore Anton Ego, non ha assaggiato nulla. Mauro ha affermato che era buona, ha anche tentato di riproporre la scena del film, ma poi si è buttato su pane, caciotta e speck. Per fortuna che c’era Sabrina!m che ha fatto il bis e mi ha detto “Buona proprio come nel cartone!” 

😍😍😍😍 

 

CTRL-ALT-CANC

Una settimana da dimenticare.

Sintesi perfetta, non c’è molto da dire né troppo da aggiungere. Se potessi resettare tutto e ripartire sarebbe fantastico, ma purtroppo non ne ho il potere.

Martedì era  il mio compleanno. Con un po’ di dispiacere mi sono resa conto che senza FB nessuno si prende la briga di ricordare certe date (e lo dico io che sono una smemorata cronica); il fatto è che manca l’impegno, come con i numeri di telefono. Senza cellulare si allenava la memoria, ci si sforzava di ricordare a mente almeno i numeri più importanti; ora a malapena conosciamo il nostro (chiamare i pompieri? i carabinieri? e qual’è il numero? il codice del bancomat? un attimo che prendo il cellulare…) Pochi si sono ricordati del mio compleanno, ma poco male. Una cosa è certa, data l’evoluzione della giornata, posso dire a voce alta e con fermezza che ad oggi è stato il peggiore compleanno della mia vita. Il peggiore.

Due righe solo per sfogarmi, per ricordarmi che pur non essendo malata, è da martedì che non esco di casa, che non incontro nessuno all’infuori di mio marito (e quando c’è, dorme, quindi la sua compagnia è di poco superiore a quella delle bambole parlanti delle mie bimbe). Gioia infinita…speriamo almeno di riuscire ad uscire in bici, domani! Avevo comprato una maglia termica, un mese fa, e ancora non l’ho messa. Mi sa che porta sfiga! Se domani per un motivo X salta l’uscita, giuro che la butto!!

Lati positivi di questa settimana….beh, sono stata con le mie bimbe, e ultimamente ho trascorso poco tempo con loro; e ho ripreso in mano le perline. Ecco le mie ultime due creazioni!

Ieri poi, visto che le bimbe anche oggi non sono andate all’asilo, abbiamo deciso di costruire un lavoretto per la festa del papà. Ci siamo messe a dipingere bastoncini di legno….all’inizio divertentissimo, poi, dato anche il mio equilibrio mentale precario, ho iniziato a sclerare!!!

Ecco il risultato….fondamentalmente soddisfatta!!!

Fervono i preparativi

Tra una settimana esatta sarà il compleanno di mia figlia. Sono passati quasi 5 anni, l’abbraccio, la stringo e mi sembra ancora impossibile che lei esista, che lei sia lì, tra le mie braccia, che lei sia parte di me. A volte provo a ricordare quant’era piccola, vorrei riprovare la sensazione incredibile di quell’esserino microscopico quasi privo di peso poggiato su di me, ma non ci riesco. Non riesco più a sentirla piccola. Non so, è come se lei fosse sempre stata così, come la vedo oggi…

Sarebbe meraviglioso poter memorizzare non solo i ricordi ma anche le sensazioni…..

Velo di malinconia a parte, è necessario iniziare a preparare la sua festa. Mi ero riproposta che le cose in grande ci sarebbero state solo per il primo compleanno, ma quest’anno… stiamo esagerando. Il menù è pronto (sulla carta, ovvio) e sono alle prese con il progetto della torta (tecnicamente in estremo ritardo rispetto agli anni scorsi). Volevo evitare la pdz, magari utilizzarla solo per qualche pupazzetto (si è fissata per il coniglio…boh) e provare a glassare con il cioccolato (mai fatto, ma ovviamente sperimentare quando ch’è da render conto a tanta gente è il mio forte). Chissà…

Torta zebrata e colorata

Quest’anno ho l’impressione che tutto mi sfugga di mano, che i giorni passino troppo in fretta. Ieri doveva ancora iniziare il Carnevale e oggi sembra stia già per terminare! Chiacchiere? Ciambelle? Dolcetti al fuso? NULLA. Non ho ancora fatto nulla e mi sento anche un po’ in colpa. Non fare le chiacchiere è un po’ come non avere l’uovo a Pasqua oppure il panettone a Natale: non importa che li mangi o no, che ti piacciano o no, ma devono esserci.

Dopo le mie belle quattro ore continuative di supplenze (immenso gaudio….), ho deciso di sfogare i miei istinti violenti in cucina cercando di dar vita ad una torta colorata. Come fare però a dare colore all’impasto? Ok, esistono i coloranti alimentari e in certi casi si possono anche utilizzare, però siamo sinceri: che senso ha un dolce home made se tra gli ingredienti si annoverano elementi che iniziano per “c-….”?

Si giunge così al nodo della questione: come dare naturalmente colore? Anzi, come rendere naturalmente più colori? Per il marrone, chiaro, ci pensa il cacao, ma poi? Ho pensato alle carote e alle barbabietole e ho aggiunto ad 1/4 dell’impasto i due tuberi lessati e frullati. Risultato? La carota dona un bel colore anche se poco si distingue dall’impasto bianco, la barbabietola, invece, non da particolare colore all’impasto cotto (benché crudo apparisse di un bel colore viola). Non ho esagerato con la quantità, ma dato il sapore piuttosto intenso, credo che aumentarne le dosi avrebbe alterato troppo il gusto.

L’effetto finale è stato bellissimo, ma non proprio colorato come avrei voluto!

E la stella è arrivata

Ottima notizia: finalmente i Re Magi possono arrivare anche a casa nostra dato che una stella – era ora –  brilla anche sul nostro albero!

Ho cercato un puntale un po’ in giro ma alla fine li ho trovati tutti uguali e pertanto banali. Che fare? Ho deciso di rimboccarmi le maniche e di farne una home made, chiaramente total white, per restare in tema.

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Tre stelle di cartone sovrapposte, una serie di luci, vernice bianca e quel tocco di porporina…voilà, il gioco è fatto!

Sono contenta del risultato, anche se la prima sera ho provato ad attaccare le varie stelle con nastro biadesivo gommato (per intenderci quello spesso 2 mm) e lì per lì reggeva perfettamente; poi la sera, al peso, la stella centrale si è staccata dalla più grande . Ops. “Papà, la stella di mamma non si sente tanto bene” ha detto Sabrina, la prima ad accorgersene. No, piccola mia, non è niente, è solo svenuta; ora torna sotto i ferri, tasselli e colla a caldo ed è più forte che mai!